Invitation au voyage

Per moralismo o per se­rena convinzione si può essere portati a considerare Carlo Scar­pa un incorreggibile formalista, ma è duro accontentarsi di liqui­dare come “soluzione di gusto” (non oggettivabile, personale, pri­va di motivazioni razionali) lo spostamento a sinistra della sca­la nell’atrio d’ingresso del cimi­tero Brion. Il piccolo edificio è rigorosamente assiale: il vano ret­tangolare si innesta ad angolo ret­to con un passaggio coperto/tun­nel/flauto orfico che conduce a sinistra alle tombe dei signori Brion ed a destra ad una isoletta al centro della vasca d’acqua.
Ai lati le pareti cieche in calcestruz­zo sono riquadrate da identiche campiture in intonaco scialbato a calce lucida e, sul fondo, campeg­gia perfettamente centrato il fa­moso motivo con i due anelli che si intreccian Pagina successiva »

Aménager un ancien couvent

Le couvent de San Sebastiano est, actuelle­ment, un ensemble d’édifices hétérogènes, d’époques différentes et de fonctions effec­tivement autonomes (habitation, magasin, dépendances de l’église, etc . L’ensemble ancien fut complètement démoli au début du XIXe
Le couvent de San Sebastiano est, actuelle­ment, un ensemble d’édifices hétérogènes, d’époques différentes et de fonctions effec­tivement autonomes (habitation, magasin, dépendances de l’église, etc . Pagina successiva »

Carlo Scarpa mostra se stesso: Venezia 1968, Londra e Vicenza 1974, Parigi 1975

Sono passati quasi due anni dal corso C.I.S.A. sui musei e le mostre progettate da Carlo Scarpa.
Per una sorta di correttezza formale dovrei limitarmi alla semplice trascrizione degli argomenti che esposi nel novembre 2002 alla Fondazione La Vigna.
Non mi è sembrato però ragionevole trascurare quanto è apparso in due recenti pubblicazioni; nella prima dal titolo Carlo Scarpa, l’architetto e le arti Orietta Lanzarini tratta parla dello spazio scarpiano alla XXXIV Biennale di Venezia mentre nella seconda dal titolo Carlo Scarpa. I musei Luciana Miotto Muret racconta della mostra di Parigi del 1975 da lei stessa voluta e organizzata.

Entrambi questi studi verranno da me commentati in questa comunicazione che ha per tema le quattro mostre personali di che Carlo Scarpa allestì sulla propria opera : quella della Biennale del 1968, le due del 1974 a Londra e Vicenza e l’ultima di Parigi nel 1975.
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