May, 2006

Guardando l’altra sponda del fiume

Le due rive del grande fiume pensile che attraversa l’ultimo tratto della pianura non fanno presagire qualità molto diverse nei territori retrostanti. Gli stessi grandi argini erbosi gradonati, gli stessi boschi di pioppi piantumati a maglia quadrata, come immense basiliche dalle mille colonne; giù, nel fondo delle scarpate, la campagna nera e fumante, segnata da piccoli gruppi di case e, più lontano, dai campanili.
Ma in quel punto dell’ansa tra Polesella e Ro Ferrarese dove una volta era il ponte di barche e i mulini nell’acqua c’era il confine tra due stati che si fronteggiavano, che avevano leggi diverse, diversa cultura, letteratura e architettura.
Sotto lo stesso cielo orizzontale, nello stesso paesaggio carico di vapori, due comunità hanno interpretato a loro modo lo spazio incommensurabile della pianura dai contorni indefiniti, hanno vissuto l’esperienza della realtà ribaltata sul riflesso dell’acqua del grande fiume, hanno ascoltato le voci vicine ma invisibili delle persone immerse nell’hammam delle nebbie. Pagina successiva »